RAMPE

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Progettare

Piccoli gradini

Scivoli, rampe mobili e sollevatori meccanici non sono certamente una novità. Purtroppo però sono ancora molte le strutture commerciali e di servizio che presentano dislivelli non facilmente superabili.

Riproponiamo perciò una carrellata sulle soluzioni che permettono di superare il “malefico gradino”,augurandoci che possa servire a sensibilizzare chi, legittimato dalle eccezioni previste dalle normative,ancora non si è adeguato all’utenza con disabilità. L’autrice è Eugenia Monzeglio, docente e ricercatrice del Dipartimento Casa-città del Politecnico di Torino e membro del CERPA Italia.

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Capita spesso di trovare all’ingresso di strutture commerciali o di servizio come negozi, bar, ristoranti, banche, uffici postali,ambulatori ecc. uno o più gradini. Per quanto piccoli,questi dislivelli rappresentano un ostacolo che può rendere
l’accesso ai locali difficoltoso o non praticabile autonomamente da persone in carrozzina o con problemi di deambulazione.
Generalmente il gradino, e quindi la sopraelevazione del piano di calpestio, ha una duplice funzione: impedisce l’ingresso di acqua piovana e consente di aprire piccole finestre per aerare ed illuminare
con luce naturale eventuali locali sotterranei, come cantine o magazzini.
Per garantire l’accessibilità a strutture che presentano un ingresso su più livelli si può ricorrere, separatamente o congiuntamente, ad interventi sia di tipo edilizio sia di natura tecnologica.

È possibile sostituire o affiancare il gradino con un piano inclinato permanente, ad esempio, oppure servirsi di rampe mobili da posizionare sul dislivello o ancora optare per sistemi più “evoluti”, come i dispositivi di sollevamento ad azionamento meccanico.
Vediamo allora nel dettaglio quali sono i sistemi che permettono di superare agevolmente questi dislivelli e quali gli aspetti più delicati da tenere in considerazione per essere sicuri di scegliere la soluzione più opportuna.

Gli scivoli

Un dislivello all’ingresso di un edificio può essere superato con un semplice intervento edilizio, che consiste essenzialmente nella realizzazione di un piano inclinato di pendenza adeguata. È sempre preferibile non eliminare il gradino, ma conservarlo come alternativa alla rampa per consentire libertà di scelta e rispondere al criterio dell’accessibilità differenziata.
Quando viene realizzato uno scivolo vanno tenute ben presente, affinché il suo utilizzo risulti effettivamente agevole, due caratteristiche costruttive particolarmente importanti, e cioè il tipo di pavimentazione e la pendenza. La pavimentazione deve essere rigorosamente antisdrucciolevole e tale caratteristica deve essere mantenuta in qualsiasi condizione climatica, compresa la pioggia ed eventualmente il gelo.

Un dettaglio importante

Per quanto riguarda la pendenza occorre far riferimento alle disposizioni dell’attuale normativa tecnica per gli scivoli dei marciapiedi e, più in generale, per le rampe che collegano due diversi livelli. Va ricordato che il DM 236/89 precisa che “la pendenza di una rampa va definita in rapporto alla capacità di una persona su sedia a ruote di superarla e di percorrerla senza affaticamento anche in relazione alla lunghezza della stessa”.
Rispetto alla pendenza delle rampe il Legislatore ha indicato perentoriamente l’8%. È ammessa una pendenza del 15% solo nei casi in cui ci siano dei dislivelli (al massimo 15 cm) da raccordare, ad esempio lungo i marciapiedi in corrispondenza dei passi carrai.
Generalmente una pendenza ritenuta accettabile è quella del 5-6% o al massimo dell’8%. Ciò significa che per superare un dislivello di 20 centimetri è necessaria una rampa lunga 2,50 metri con una pendenza dell’8%; se tale pendenza si riduce al 5% è necessario che la rampa sia di 4 metri.
Il problema che si presenta, quindi, è quello di rendere compatibili l’esigenza di avere unapendenza contenuta della rampa e quella di una lunghezza non eccessiva della stessa per non ostacolare la percorribilità pedonale lungo il marciapiede.
Per ogni caso particolare si dovrà perciò studiare la soluzione più adatta e verificarne l’effettiva fattibilità.

Le rampe mobili

In alternativa agli scivoli fissi è possibile utilizzare rampe mobili. Ce ne sono di diversi tipi: la rampa rimovibile è un piano inclinato che va posizionato sul dislivello nel momento in cui si rende necessario e può essere rapidamente rimosso quando non è in uso. Può essere anche portatile: in tal caso è composta da due guide pieghevoli, realizzate con materiali in lega leggera, entro le quali scorrono le ruote della carrozzina.
La rampa fissa a scomparsa è formata da supporti mobili inclinati retrattili, che fuoriescono in corrispondenza dell’apertura, ed è azionata da un comando a distanza; quando non è in azione essa è contenuta all’interno del gradino.
La rampa a tapis roulant è costituita da un piano inclinato completamente a scomparsa, privo di quegli elementi di congiunzione che spesso si sono rivelati pericolosi o, se non altro, difficili da superare per una persona in carrozzina.
I sistemi di sollevamento
Sono poi disponibili veri e propri sistemi di sollevamento ad azionamento meccanico, elettrico o idraulico. Tali dispositivi si spostano lungo un asse verticale e permettono, a chi si serve della carrozzina o a chi spinge un passeggino, di passare agevolmente dal livello del marciapiede a quello interno dell’edificio.
La loro installazione può essere molto diversa in quanto a posizionamento ed “invasività“. Possono essere istallati a lato del gradino e ripiegati quando non vengono utilizzati. Ma vi sono anche soluzioni meno visibili: la pedana elevatrice può venire collocata all’interno del gradino(cavo in questo caso) e fuoriuscire solo quando necessario.
Da una nostra indagine condotta esaminando alcuni di questi dispositivi in commercio è emerso che non esistono sostanziali differenze tra i vari prodotti, tali cioè da far preferire in modo univoco un modello di pedana piuttosto che un altro. I continui aggiornamenti e perfezionamenti aumentano infatti le prestazioni di questi oggetti, portandoli a livelli alti ed omogenei e ponendo quindi i diversi modelli generalmente sullo spesso piano.
Gli elementi su cui operare il confronto sono comunque la funzionalità, la sicurezza, l’estetica, la manutenzione e la compatibilità ecologica.

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La soluzione ottimale

Tra i dispositivi di sollevamento una delle soluzioni migliori è sicuramente la pedana elettrica a scomparsa, poiché offre, rispetto ad altri tipi di pedane, numerosi vantaggi: semplicità di impianto e di installazione, bassi livelli di manutenzione; ecologicità della soluzione (non si prevede l’uso di attuatori a fluido, ovvero oli); buona integrazione del mezzo di sollevamento con la situazione architettonica esistente, in quanto il dispositivo ha una configurazione totalmente a scomparsa, cioè tale da essere ricompresa nell’ingombro del vano gradino quando non ne è richiesto l’impiego. Ricordiamo che le soluzioni che prevedono un azionamento elettrico rappresentano un orientamento ben preciso della Comunità Europea.

Una pedana adeguata

Anche in questo caso sono due le caratteristiche da valutare attentamente prima di procedere all’acquisto: le dimensioni della pedana (su cui poggerà la carrozzina) della piattaforma elevatrice e la sua portata.
In linea di massima, entrambe andrebbero sovradimensionate rispetto ad un uso “normale”: una pedana con larghezza di 80 cm e lunghezza di 120 cm, ad esempio, potrebbe rivelarsi inadatta in alcuni casi, poiché le carrozzine per esterni possono avere ingombri maggiori di quelle usate all’interno. Tale dimensione inoltre non tiene in conto che, oltre alle carrozzine, ci sono altri mezzi per la mobilità, quali ad esempio gli elettroscooter. Anche la portata andrebbe aumentata, sempre indicativamente, ad almeno 300 Kg.